{"id":95,"date":"2016-06-13T20:33:10","date_gmt":"2016-06-13T20:33:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lateranensi.org\/sito\/?page_id=95"},"modified":"2021-02-17T17:49:39","modified_gmt":"2021-02-17T17:49:39","slug":"chi-siamo-la-confederazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lateranensi.org\/sito\/chi-siamo\/chi-siamo-la-confederazione\/","title":{"rendered":"Chi Siamo &#8211; Storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 24pt;\"><strong><em>Storia della Congregazione<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Congregazione dei Lateranensi cos\u00ec come si presenta oggi, risale ai primi decenni del \u00a0secolo XIX. Essa \u00e8 il risultato della fusione di due Congregazioni canonicali sorte all\u2019inizio del lontano 1400: la Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi <\/em><em>e dei Canonici Regolari Renani. <\/em><em>Artefice dell\u2019unione fu l\u2019Abate renano don Vincenzo Garofali.<\/em><br \/>\n<em>La celebrazione dell\u2019evento avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>I CANONICI REGOLARI DEL SANTISSIMO SALVATORE detti RENANI<\/strong><\/span><\/em><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>IL PRIMITIVO NUCLEO CANONICALE A BOLOGNA (1136-1408)<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime notizie della canonica di S. Maria di Reno in Casalecchio risalgono al 1136. Intorno alla met\u00e0 del XIV secolo, la canonica di S. Maria di Reno era stata abbandonata dai pochi religiosi che ancora vi abitavano, per trasferirsi in citt\u00e0, nella canonica bolognese di S. Salvatore che poco dopo conobbe una situazione precaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl priore di S. Salvatore Francesco Ghisilieri, rimasto il solo abitatore del monastero bolognese, riusc\u00ec ad infondere nuova vitalit\u00e0 alla propria comunit\u00e0 canonicale, innestando in essa la giovane linfa dei canonici riformati, provenienti da Gubbio e guidati dall\u2019ex Agostiniano Eremitano di Lecceto, il beato Stefano Agazzari, che aveva ricevuto il primo riconoscimento ufficiale da Gregorio XII nel 1408 e si era insediato a Gubbio, in una regione impervia, nell\u2019eremo di Sant\u2019Ambrogio, grazie al conte Guido Antonio di Montefeltro, signore di Urbino.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\">LE FASI PREPARATORIE ALLA NASCITA DEI RENANI (1408-1419)<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In varie circostanze, a partire dal 1408, ci furono contatti tra i canonici di\u00a0<strong>S. Salvatore<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>S. Maria di Reno<\/strong>, in Porta Nuova, guidati dal priore Francesco Gisilieri, e quelle riformati\u00a0<strong>di S. Ambrogio di Gubbio<\/strong>, con Stefano Agazzari che nel 1414 aveva ottenuto con bolla pontificia il riconoscimento di Canonico Regolare nell\u2019eremo di S. Ambrogio, diventato Priorato. Gli ambrosiani si insediarono a Bologna nel 1417.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPapa Martino V con la bolla \u201cAd hoc circa regularis\u201d emanata a Friburgo il 5 giugno 1418 assegnava al vescovo di Bologna Niccol\u00f2 Albergati l\u2019incarico di dare esecuzione all\u2019unione. Il loro abito cambi\u00f2: tunica, rocchetto e scapolare rimasero di colore bianco, la cappa grigia divent\u00f2 nera. La seconda bolla pontificia del 14 dicembre 1418 accordava il nome\u00a0<em>di Congregazione di S. Salvatore<\/em>\u00a0e la facolt\u00e0 di celebrare ogni anno il capitolo generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa canonica bolognese e quella di S. Ambrogio diventarono un tutt\u2019uno, alla presenza del notaio e del vescovo Albergati, il 4 marzo 1419, nel palazzo vescovile di Bologna.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>LA CONGREGAZIONE DEI CANONICI REGOLARI DEL SS. SALVATORE DETTA RENANA (1419-1823)<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">I\u00a0<em>Canonici Renani<\/em>\u00a0cos\u00ec chiamati per il fiume Reno sulla cui sponda sorgeva la primitiva canonica bolognese di S. Maria di Casalecchio- celebrarono a Gubbio il 3 maggio 1419 il primo Capitolo; fu eletto Stefano Agazzari Priore Generale. La regola era quella di Sant\u2019Agostino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDall\u2019unione dei due nuclei canonicali bolognesi e eugubini si aggiunge nel 1420 la canonica di S. Donato di Scopeto in Firenze (per un certo periodo i Canonici furono detti\u00a0<em>Scopetini<\/em>) e poi, in una successione continua molte altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa nuova congregazione divenne in breve tempo famosa. Il rigore umile austero con cui i suoi religiosi praticavano la vita canonicale, guadagn\u00f2 loro il soprannome di \u201c<em>Modestissimi<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAlla fine del XV secolo, le comunit\u00e0 renane erano 33, dislocate nelle principali citt\u00e0 d\u2019Italia. Per tutto il Cinquecento e anche nel Seicento continu\u00f2 l\u2019espansione dei Renani in Italia; all\u2019interno dei chiostri condussero una vita esemplare, fedeli al loro carisma: giungere alla santificazione vivendo in comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAll\u2019inizio del Seicento la Congregazione contava 780 canonici, dediti al culto solenne, allo studio teologico, alla formazione permanente e alla predicazione.<br \/>\nIn tutta Italia furono aperte case che esercitarono rilevante influsso religioso e culturale sulla societ\u00e0 del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLe varie canoniche erano soggette ad uno stesso Superiore generale, che governava la congregazione insieme ai Visitatori, eletti ogni anno o per un triennio dal Capitolo generale. La mobilit\u00e0 dei religiosi, trasferiti continuamente da una canonica all\u2019altra, contribu\u00ec a creare uno stretto legame fra le varie case.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPer i secoli i Renani ebbero un percorso autonomo e parallelo nei riguardi della Congregazione dei\u00a0<em>Lateranensi<\/em>. Negli ultimi decenni del Settecento, in una successione continua, i monasteri furono chiusi e i loro beni incamerati dallo stato. L\u2019espropriazione delle case inizi\u00f2 nel Granducato di Toscana (1778), nella Lombardia (1781) e nella Repubblica di Venezia (1783); a partire dal 1796, intervennero i governi napoleonici nelle varie parti d\u2019Italia e il Re di Sardegna in Piemonte (1798). Rimasero solo la canonica lateranense di S. Maria di Piedigrotta a Napoli e quella renana di S. Pietro in Vincoli a Roma che ratificarono la fusione canonicale del 1823, dando vita ad una nuova Congregazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nFamoso lo\u00a0<em>Studium<\/em> di Bologna, gli scolari inglesi e la devozione S. Tommaso Beckett in S. Salvatore; tanti privilegi, le Bolle pontificie, pergamene e documenti preziosi conservati negli archivi. L\u2019identit\u00e0 dei Renani traspare dal loro Abito religioso bianco, dalle\u00a0<em>Consuetudini<\/em>, dalla Regola agostiniana e dalle\u00a0<em>Costituzioni<\/em>. Significativo il motto dei Canonici impresso a chiare lettere nella sacrestia della chiesa S. Salvatore di Bologna: Sanctatis et Decor\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa\u00a0<em>domus<\/em>\u00a0<em>canonica<\/em>, l\u2019architettura e la distribuzione degli spazi, le opere artistiche e il patrimonio delle bellezze racchiuse nei complessi Canonicali riflettono il carisma dei Canonici Regolari di vita comune. Numerosi i Papi, i Santi, gli abati e le personalit\u00e0 legate alla congregazione e anche gli studiosi, scrittori e artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Canonici furono guide illuminate dei Monasteri femminili e delle Canoniche si regolari. Il Settecento \u00e8 il secolo di un progressivo declino che culminer\u00e0 nella soppressione dell\u2019istituzione religiosa, con la conseguente confisca di quasi tutte le case.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNel 1823, dalla fusione delle due antiche congregazioni del SS. Salvatore e dei Lateranensi, nasce l\u2019odierna Congregazione dei Canonici Regolari del SS. Salvatore Lateranense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDal XIX secolo comincia la diffusione della vita canonicale lateranense in Europa e in terra di missione. 1959: la congregazione lateranense entra fa parte della congregazione dei canonici regolari di S. Agostino.\n<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>I Canonici Regolari Lateranensi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa gente comune, quando sente parlare dei Canonici Regolari Lateranensi, solitamente pensa a religiosi che vivono in S. Giovanni in Laterano. Effettivamente c\u2019\u00e8 stato un periodo della storia in cui, a pi\u00f9 riprese, sono stati a servizio della Basilica di S, Giovanni in Laterano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel tempo \u00e8 ormai lontano! Occorre infatti risalire al XV secolo, quando i Canonici Regolari di Santa Maria di Frigionaia, culla della futura famiglia lateranense, furono chiamati dal Papa Eugenio IV, a prendere possesso di S. Giovanni in Laterano. Grazie ad una\u00a0 crescente fioritura, il Capitolo generale del 21 aprile 1439, accolse l\u2019invito del Papa e mand\u00f2 30 Canonici per il servizio della Basilica lateranense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nFu sempre il Papa Eugenio IV, nel 1446, a cambiare la denominazione di \u201cCanonici Regolari di Frigionaia\u201d in \u201cCanonici Regolari Lateranensi\u201d. Tuttavia la loro permanenza a S. Giovanni in Laterano rimarr\u00e0 fino al 1471, quando, ad opera di Sisto IV,\u00a0 verranno\u00a0 definitivamente allontanati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl \u2018500 fu un periodo aureo della Congregazione, alla quale si unirono molte case in Italia, tanto che alla fine del 1500 se ne potranno contare ben 55.\u00a0 In esse vi \u00e8 particolare attenzione allo studio, alla produzione di opere di spiritualit\u00e0 e alla predicazione. In questo tempo l\u2019impronta contemplativa \u00e8 forte, perch\u00e9 non \u00e8 permesso ai Canonici il ministero parrocchiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNel \u2018700 si assiste ad un certo declino; molte case, sia per decreti pontifici, sia per la soppressione napoleonica, vengono chiuse. Agli inizi del XIX secolo rimane una sola casa: Santa Maria di Piedigrotta a Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa Congregazione dei Lateranensi cos\u00ec come si presenta oggi, risale invece ai primi decenni del \u00a0secolo XIX. Essa \u00e8 il risultato della fusione di due Congregazioni canonicali sorte ambedue all\u2019inizio del lontano 1400: la Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi e dei Canonici Regolari Renani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Artefice dell\u2019unione fu l\u2019Abate renano don Vincenzo Garofali.<br \/>\nLa celebrazione dell\u2019evento avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823. La rinascita si deve all\u2019abate Vincenzo Garofali, canonico renano, che nel 1823 riesce ad unire le due Congregazioni, quella Lateranense e quella Renana, nella Congregazione del Santissimo Salvatore Lateranense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa celebrazione dell\u2019unione avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823. Con l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia sorgono altre difficolt\u00e0 che, verso la fine dell\u2019800, portano alla chiusura di gran parte delle case italiane, dando per\u00f2 un\u2019apertura verso nuovi orizzonti in Europa, a cominciare dalla Francia (Beauchene, nel 1873) per poi arrivare con comunit\u00e0 in Inghilterra, Spagna e Belgio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nA queste case si unisce nel 1859 la canonica di Cracovia.<br \/>\nLa tensione missionaria porta inoltre i canonici in Argentina, Brasile e Zaire. Attualmente la Congregazione \u00e8 presente in Italia, Polonia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Brasile ed Argentina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia i Canonici Regolari Lateranensi sono presenti in una quindicina di case caratterizzate dalla vita in comune e dal servizio nelle parrocchie. Fra le sedi pi\u00f9 importanti ricordiamo Verres in Val d\u2019Aosta, Andora in Liguria, Genova, Lucca, S. Floriano (TV), Bologna, Gubbio, Roma e Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo 11 anni dopo essi saranno costretti, per le turbolente vicende storiche della citt\u00e0 di Roma, a lasciare definitivamente la Basilica di S. Giovanni in Laterano, ma il titolo di \u201cLateranensi\u201d li accompagner\u00e0 nel loro cammino futuro, a memoria del servizio prestato alla Basilica del Laterano, \u201cMadre di tutte le Chiese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa riforma protestante prima e le soppressioni napoleoniche poi,\u00a0 fiaccarono la vitalit\u00e0 della Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi, cos\u00ec che all\u2019inizio del XIX secolo era ridotta ad una sola casa: S. Maria di Piedigrotta in Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa Congregazione dei Lateranensi cos\u00ec come si presenta oggi, risale invece ai primi decenni del \u00a0secolo XIX. Essa \u00e8 il risultato della fusione di due Congregazioni canonicali sorte all\u2019inizio del lontano 1400: la Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi e dei Canonici Regolari Renani. Artefice dell\u2019unione fu l\u2019Abate renano don Vincenzo Garofali. La celebrazione dell\u2019evento avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; padding-left: 80px;\"><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong><em><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\">Storia del nome<\/span><\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c<span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\">Canonici<\/span><\/strong>\u201c. Nei secoli IV \u2013 XI si diffonde l\u2019esperienza della vita comune tra i sacerdoti promossa, il pi\u00f9 delle volte, dai Vescovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola latina \u201c<em>canonicus<\/em>\u201d\u00a0 designava un chierico che viveva secondo una regola e era iscritto nell\u2019elenco dei chierici di una chiesa particolare, con i quali condivideva il culto, il ministero e una certa qual forma di vita comune. Questo stile di vita \u00e8 promosso il pi\u00f9 delle volte dai Vescovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u201c<span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\">Regolari<\/span><\/strong>\u201d. L\u2019aggiunta\u00a0 \u201cRegolari\u201d \u00e8 dell\u2019XI secolo\u00a0 e precisamente a partire dal Sinodo Romano del 1059, allorch\u00e9 si introdussero norme pi\u00f9 severe per la vita comune. Gli aderenti si chiamarono\u00a0 \u201cCanonici Regolari\u201d. E\u2019 di questi tempi il sorgere delle grandi abbazie.In Europa se ne\u00a0 conteranno pi\u00f9 di 2500.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u201c<span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\">Lateranensi<\/span>\u201d.<\/strong>\u00a0La denominazione \u201cLateranensi\u201d risale al 1446, quando Papa Eugenio IV, come riconoscimento del sevizio prestato dai Canonici Regolari di Santa Maria di Frigionaia alla Basilica di S. Giovanni in Laterano, Madre di tutte le chiese, con decreto stabil\u00ec che da quella data essi si chiamassero non pi\u00f9 di \u201c Frigionaria\u201d, loro casa di origine, ma del \u201cLaterano\u201d, da cui Lateranensi.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center; padding-left: 40px;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 24pt;\"><strong><em>Storia dell\u2019Ordine<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>Genesi e sviluppo dell\u2019Ordine canonicale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\n<\/strong>A differenza degli altri Ordini (come per esempio i Benedettini), i Canonici regolari non hanno un vero fondatore, anche se in verit\u00e0 S. Agostino pu\u00f2 essere considerato, a giusto titolo, il grande ispiratore dell\u2019Ordine canonicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, per lunghissimi anni, i canonici regolari di Sant\u2019Agostino non sono stati considerati un Ordine, ma essi si nono uniformati a direttive relativamente duttili e non uniformi, differenti da una localit\u00e0 all\u2019altra con forti accentuazioni locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 inoltre difficile ridurre la vocazione dei canonici regolari, che vivono nella Chiesa, alle sole due grandi tradizioni ecclesiali: da una parte la preghiera e la vita conventuale dei grandi Ordini contemplativi e dall\u2019altra un\u2019attivit\u00e0 pastorale all\u2019interno della vita della chiesa diocesana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo legame tra la vita di contemplazione e il servizio della Chiesa \u00e8 stata cos\u00ec ben riassunta da Alain de Solminihac, Abbate di Chancelade, e poi vescovo di Cahors, che vedeva nella vocazione canonicale due dimensioni o esigenze: \u201cUna che riguarda Dio e l\u2019Altra che riguarda il prossimo\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>Le origini<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLe prime comunit\u00e0 canonicali sono apparse nel secolo IV: si trattava inizialmente di chierici che vivevano in comunit\u00e0 con il loro vescovo, senza una regola specifica: questi chierici prendevano come modello la vita di Ges\u00f9 con i suoi discepoli, e come esempio le prime comunit\u00e0 dei cristiani di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i promotori di vita comune, sant\u2019Ambrogio cita\u00a0<strong>Eusebio<\/strong>\u00a0di Vercelli (371), il primo in occidente a introdurre la vita comune dei chierici della sua chiesa.<br \/>\n<strong>San Zenone<\/strong>, vescovo di Verona, introdusse uno stile simile nella sua diocesi.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>Sant\u2019Agostino<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nMa \u00e8 soprattutto sotto l\u2019influenza di Sant\u2019Agostino che l\u2019istituzione canonicale si organizz\u00f2 in maniera pi\u00f9 dettagliata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDopo una prima esperienza di vita monastica a Tagaste, sant\u2019Agostino, nominato vescovo d\u2019Ippona nel 395, trasform\u00f2 il suo palazzo episcopale in un monastero di chierici e impose ai chierici della sua chiesa cattedrale la vita comune nella povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDue discorsi di sant\u2019Agostino illustrano in modo particolare la sua visione su questo tema. Nel primo, richiama espressamente che i chierici non devono possedere nulla di proprio, e che il vescovo non pu\u00f2 ammettere tra i chierici, i candidati che rifiutano di sottomettersi alla legge della rinuncia totale, e egli cos\u00ec afferma: \u201cchiunque manca di fedelt\u00e0 a questa legge, decadr\u00e0 dal suo stato\u201d. Nel secondo discorso, giunge a paragonare il chierico infedele a queste regole, a un vergine che abbandona il suo monastero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione di sant\u2019Agostino diverr\u00e0 presto il modello ideale della vita canonicale, le cui caratteristiche principali sono: la vita comune con la rinuncia alla propriet\u00e0 personale, la pratica della castit\u00e0 e dell\u2019obbedienza, l\u2019amore alla vita liturgica e l\u2019esigenza dell\u2019esercizio pastorale. In questa visione ideale della vita canonicale, la carit\u00e0 fraterna e la moderazione in ogni cosa, si presentano due caratteristiche tipicamente agostiniane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello d\u2019Ippona da allora vive una certa espansione. In effetti sant\u2019Agostino ha formato numerosi vescovi dell\u2019Africa del nord, i quali diverranno poi gli apostoli di questo modello di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disgraziatamente, le invasioni dei Vandali distrussero queste comunit\u00e0 canonicali. Ma numerosi discepoli di sant\u2019Agostino riuscirono a fuggire e trovarono rifugio nel sud della Francia, in Gran-Bretagna e in Irlanda, dove si fecero promotori della spiritualit\u00e0, secondo lo spirito di Agostino.<br \/>\nIl pi\u00f9 conosciuto di essi \u00e8 Giuliano Pomerio che fond\u00f2 una comunit\u00e0 di chierici ad Arles e che descrisse, verso la fine del V secolo, questo modello di vita nel libro. \u201cDe vita contemplativa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre san Gregorio il Grande e san Cesario d\u2019Arles sono stati ugualmente dei propagatori della vita comune dei chierici. Le prime regole che si imposero sistematicamente tra i canonici, apparvero nell\u2019epoca carolingia. Esse avevano lo scopo di rimediare alle situazioni di decadenza che caratterizzarono la maggioranza dei Capitoli verso la fine del VI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chrodegango (442 -766<\/strong>) vescovo di Metz, fu il primo a redigere una regola per il Capitolo della sua chiesa e si ispira largamente, in alcuni passaggi, alla regola di sant\u2019Agostino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa regola imponeva la vita comune, una certa disciplina, e una relativa povert\u00e0 e ebbe una larga diffusione in Francia e nell\u2019Occidente. Il Sinodo di Aix-laChapelle, convocato nel 816 da Luigi il Pio (778-840) innesc\u00f2 un movimento irreversibile per una codificazione precisa della vita canonicale, sviluppando nei dettagli la vita claustrale dei canonici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl monarca, aiutato da S. Benedetto d\u2019Aniene, giunse ad imporre una certa unit\u00e0 di regole nella Chiesa, sottomettendo I monaci alla Regola di S. Benedetto e i Canonici alla regola che portava il titolo: \u201cDe institutione Canonicorum\u201d, largamente ispirata alla regola di Chrodegango.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La regola di Aix-laChapelle <\/strong>ebbe un grande merito, in quanto port\u00f2 chiarezza tra la vita monastica e la vita canonicale. Quest\u2019ultima, a differenza della vita monastica, si differenziava per il suo attaccamento al servizio pastorale nella Chiesa e per la cura dei fedeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa regola di Aix-laChapelle portava in s\u00e9 un germe di decadenza, permettendo ai Canonici la propriet\u00e0 dei loro beni. Sar\u00e0 la ricchezza la causa maggiore della decadenza delle comunit\u00e0 canonicali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nTutto ci\u00f2 debilit\u00f2 la vita canonicale, e si vedeva con urgenza una riforma non solo nella vita canonicale, ma anche nella Chiesa tutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIn questo clima di decadenza, sorge, come superamento, il movimento di Cluny; appaiono grande figure di riformatori, come\u00a0 Romualdo, Pier Damiani, Ildebrando, che sar\u00e0 il futuro Papa Gregorio VII.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>La riforma Gregoriana<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIn questi decenni di fine primo millennio e inizio del secondo non mancarono tentativi di riforma In Avignone, in Provenca, nel Lazio, in Toscana, tentativi che videro il loro coronamento nel Sinodo Lateranense del 1059.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNel Capitolo IV il Sinodo Lateranense afferma che i chierici regolari che intendevano vivere in comune, avrebbero dovuto dormire e mangiare in comune e mettere in comune i beni che appartenevano alle chiese, per tornare a vivere come la prime comunit\u00e0 cristiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNon tutti accettarono le norme del Sinodo. Nacque cos\u00ec la distinzione tra canonici regolari e canonici secolari.<br \/>\nLa riforma fu chiamata \u201cgregoriana\u201d dal personaggio che, prima come cardinale con il nome di Ilbebrando e poi come Papa, Gregorio VII, si adoper\u00f2 con tutte le forze alla riforma non solo della vita comune del clero, ma della chiesa tutta.<br \/>\nMolti santi del nostro calendario canonicale risalgono a questo periodo aereo della vita della Chiesa.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>Dalla riforma gregoriana alla nascita delle Congregazioni canonicali<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDopo una grande fioritura, la vita canonicale soffr\u00ec un decadimento. Il motivo \u00e8 ricercarsi nel fatto che le varie abbazie, prepositure e monasteri, non avevano relazioni tra di loro, ne avevano un governo centrale. In verit\u00e0 nel secolo XII si avvert\u00ec il bisogno di riunirsi annualmente in capitoli regionali, ma i richiami dei Papi che esortavano a tale scopo cadevano nel vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDurante il papato di Innocenzo III il Concilio Lateranense IV (1215) prescrive che i Canonici Regolari e i monaci benedettini celebrino i capitoli provinciali (la parola provincia si riferisce ad una regione) ogni tre anni. La finalit\u00e0 di questi Capitoli era la discussione della riforma dell\u2019Ordine e l\u2019osservanza della vita comune.Questi interventi dell\u2019autorit\u00e0 della Chiesa \u00e8 significativa, in quanto per la prima volta, si cerca di dare una certa organicit\u00e0 a tutto l\u2019Ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUna della caratteristiche dell\u2019Ordine era la grande variet\u00e0 delle sue regole, che avevano lo scopo di regolare in qualche modo la vita religiosa dei canonici regolari. Nel XII secolo, la regola di S. Agostino, gi\u00e0 conosciuta e letta antecedentemente, fin\u00ec con l\u2019essere scelta dalla quasi totalit\u00e0 delle comunit\u00e0 canonicali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nCon la riforma gregoriana e soprattutto nei periodi di maggior fioritura dell\u2019Ordine, si sent\u00ec il bisogno di una certa comunione almeno tra le case che avevano la medesima regola e vicine nello stile di vita. Erano chiamati \u201ccapitoli generali\u201d, qualcosa di mezzo tra un centralizzazione di alcune congregazioni canonicali sorte nei secoli XV e XVI e la l\u2019autonomia completa delle case.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nA questa categoria appartenne tra le altre l\u2019Ordine dei Premostratensi, con caratteristiche proprie, la Congregazione di S. Rufo, di S. Vittore di Parigi, di Arruaise, di Sempringham, di Abondance. Non hanno un governo centrale stabile, ma sovente il capitolo generale, a cui partecipavano gli abati e i superiori maggiori. Stanno sorgendo in questo modo le basi delle Congregazioni moderne. Assieme a questi capitoli generali e congregazionali in senso stretto, le abbazie, le prepositure e i\u00a0 priorati autonomi continuano la loro propria vita con un cero numero di case affiliate ad una casa principale. Tutte questi raggruppamenti, con strutture differenti, sono conosciuti con il nome di Congregazioni canonicali.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>La nascita della Confederazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nMa fu il nono centenario del Sinodo Lateranense (1959) che rivest\u00ec una grande importanza per l\u2019Ordine canonicale, perch\u00e9 divenne occasione provvidenziale per formare una Confederazione dei Canonici regolari di S. Agostino, sanzionata a approvata dal Papa Giovanni XXIII, con un breve \u201cCaritatis unitas\u201d del 25 maggio 1959.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLe Congregazioni, pur conservando la loro autonomia, strinsero tra loro un \u201cFoedus caritatis\u201d (patto di carit\u00e0). Attualmente l\u2019Ordine si divide in nove Congregazioni, confederate, presenti in tutta l\u2019Europa, in America, in Africa e in Asia.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center; padding-left: 40px;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 24pt;\"><strong><em>La Confederazione<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nono centenario del Sinodo Lateranense (1959)\u00a0 rivest\u00ec una grande importanza per l\u2019Ordine canonicale, perch\u00e9 divenne occasione provvidenziale per formare una Confederazione dei Canonici regolari di S. Agostino, sanzionata a approvata dal Papa Giovanni XXIII, con un breve \u201cCaritatis unitas\u201d del 25 maggio 1959.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Congregazioni, pur conservando la loro autonomia, strinsero tra loro un \u201cFoedus caritatis\u201d (patto di carit\u00e0). Attualmente l\u2019Ordine si divide in nove Congregazioni, confederate, presenti in tutta l\u2019Europa, in America, in Africa e in Asia.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><strong>Le Congregazioni che compongono l\u2019Ordine canonicale sono:<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione del Santissimo Salvatore Lateranense<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>Congregazione Lateranense Austriaca<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione del Gran S. Bernardo<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione di S. Maurizio di Agauno<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione di Windesheim<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione dell\u2019Immacolata Concezione<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione dei fratelli della vita comune<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione della Madre del Redentore<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif;\"><em><strong>La Congregazione di S. Vittore<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia della Congregazione &nbsp; La Congregazione dei Lateranensi cos\u00ec come si presenta oggi, risale ai primi decenni del \u00a0secolo XIX. 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