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IAVF (Congresso interprovinciale sull’animazione vocazionale e sulla formazione) 01 Ott 2026 Continua

Storia della Congregazione

La Congregazione dei Lateranensi così come si presenta oggi, risale ai primi decenni del  secolo XIX. Essa è il risultato della fusione di due Congregazioni canonicali sorte all’inizio del lontano 1400: la Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi e dei Canonici Regolari Renani. Artefice dell’unione fu l’Abate renano don Vincenzo Garofali.
La celebrazione dell’evento avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823.

L’Abate Vincenzo Garofali, rifondatore canonicale

È l’artefice dell’unificazione delle due storiche Congregazioni. Il canonico Nicola Widloecher lo definì “il salvatore e restauratore della Congregazione”. Il Garofali, nato a Roma e sepolto nel 1839 nella Basilica di S. Pietro in Vincoli, studiò in S. Salvatore a Bologna. A Roma è bibliotecario della canonica di S. Pietro in Vincoli e insegna. Nel 1800: è eletto Procuratore generale della Congregazione Renana e poi Abate generale (1823-29) della nuova Congregazione Lateranense riformata. Il nostro Abate fu testimone dei momenti tristi che minarono le Congregazioni dei Canonici: soffrì molto per la soppressione degli Ordini religiosi e l’incameramento dei beni da parte delle autorità politiche. Durante l’invasione romana dell’esercito napoleonico e della Repubblica Romana, ci fu la dispersione dei Canonici; l’abate Vincenzo cercò di salvaguardare il patrimonio culturale e artistico e si dedicò all’unificazione dei Renani con i Lateranensi, riattivando la vita comune, prima a Roma, poi a Napoli nel santuario di Piedigrotta (8 sett. 1823, nella festa della Natività della Madonna) e in tutte le città dove sorgevano le canoniche. Per i suoi tanti meriti, fu eletto da Papa Gregorio XVI: Arcivescovo titolare di Laodicea. Gli siamo riconoscenti per l’affetto che ha dimostrato e per le sue iniziative a favore della nostra Congregazione.

 

I CANONICI REGOLARI DEL SANTISSIMO SALVATORE detti RENANI

  1. IL PRIMITIVO NUCLEO CANONICALE A BOLOGNA (1136-1408)Le prime notizie della canonica di S. Maria di Reno in Casalecchio risalgono al 1136. Intorno alla metà del XIV secolo, la canonica di S. Maria di Reno era stata abbandonata dai pochi religiosi che ancora vi abitavano, per trasferirsi in città, nella canonica bolognese di S. Salvatore che poco dopo conobbe una situazione precaria.Il priore di S. Salvatore Francesco Ghisilieri, rimasto il solo abitatore del monastero bolognese, riuscì ad infondere nuova vitalità alla propria comunità canonicale, innestando in essa la giovane linfa dei canonici riformati, provenienti da Gubbio e guidati dall’ex Agostiniano Eremitano di Lecceto, il beato Stefano Agazzari, che aveva ricevuto il primo riconoscimento ufficiale da Gregorio XII nel 1408 e si era insediato a Gubbio, in una regione impervia, nell’eremo di Sant’Ambrogio, grazie al conte Guido Antonio di Montefeltro, signore di Urbino.
  2. LE FASI PREPARATORIE ALLA NASCITA DEI RENANI (1408-1419)In varie circostanze, a partire dal 1408, ci furono contatti tra i canonici di S. Salvatore e S. Maria di Reno, in Porta Nuova, guidati dal priore Francesco Gisilieri, e quelle riformati di S. Ambrogio di Gubbio, con Stefano Agazzari che nel 1414 aveva ottenuto con bolla pontificia il riconoscimento di Canonico Regolare nell’eremo di S. Ambrogio, diventato Priorato. Gli ambrosiani si insediarono a Bologna nel 1417.Papa Martino V con la bolla “Ad hoc circa regularis” emanata a Friburgo il 5 giugno 1418 assegnava al vescovo di Bologna Niccolò Albergati l’incarico di dare esecuzione all’unione. Il loro abito cambiò: tunica, rocchetto e scapolare rimasero di colore bianco, la cappa grigia diventò nera. La seconda bolla pontificia del 14 dicembre 1418 accordava il nome di Congregazione di S. Salvatore e la facoltà di celebrare ogni anno il capitolo generale.La canonica bolognese e quella di S. Ambrogio diventarono un tutt’uno, alla presenza del notaio e del vescovo Albergati, il 4 marzo 1419, nel palazzo vescovile di Bologna.
  3. LA CONGREGAZIONE DEI CANONICI REGOLARI DEL SS. SALVATORE DETTA RENANA (1419-1823)I Canonici Renani così chiamati per il fiume Reno sulla cui sponda sorgeva la primitiva canonica bolognese di S. Maria di Casalecchio- celebrarono a Gubbio il 3 maggio 1419 il primo Capitolo; fu eletto Stefano Agazzari Priore Generale. La regola era quella di Sant’Agostino.Dall’unione dei due nuclei canonicali bolognesi e eugubini si aggiunge nel 1420 la canonica di S. Donato di Scopeto in Firenze (per un certo periodo i Canonici furono detti Scopetini) e poi, in una successione continua molte altre.La nuova Congregazione divenne in breve tempo famosa. Il rigore umile austero con cui i suoi religiosi praticavano la vita canonicale, guadagnò loro il soprannome di “Modestissimi“.Alla fine del XV secolo, le comunità renane erano 33, dislocate nelle principali città d’Italia. Per tutto il Cinquecento e anche nel Seicento continuò l’espansione dei Renani in Italia; all’interno dei chiostri condussero una vita esemplare, fedeli al loro carisma: giungere alla santificazione vivendo in comunità.All’inizio del Seicento la Congregazione contava 780 canonici, dediti al culto solenne, allo studio teologico, alla formazione permanente e alla predicazione.
    In tutta Italia furono aperte case che esercitarono rilevante influsso religioso e culturale sulla società del tempo.Le varie canoniche erano soggette ad uno stesso Superiore generale, che governava la congregazione insieme ai Visitatori, eletti ogni anno o per un triennio dal Capitolo generale. La mobilità dei religiosi, trasferiti continuamente da una canonica all’altra, contribuì a creare uno stretto legame fra le varie case.Per i secoli i Renani ebbero un percorso autonomo e parallelo nei riguardi della Congregazione dei Lateranensi. Negli ultimi decenni del Settecento, in una successione continua, i monasteri furono chiusi e i loro beni incamerati dallo stato. L’espropriazione delle case iniziò nel Granducato di Toscana (1778), nella Lombardia (1781) e nella Repubblica di Venezia (1783); a partire dal 1796, intervennero i governi napoleonici nelle varie parti d’Italia e il Re di Sardegna in Piemonte (1798). Rimasero solo la canonica lateranense di S. Maria di Piedigrotta a Napoli e quella renana di S. Pietro in Vincoli a Roma che ratificarono la fusione canonicale del 1823, dando vita ad una nuova Congregazione.Famoso lo Studium di Bologna, gli scolari inglesi e la devozione S. Tommaso Beckett in S. Salvatore; tanti privilegi, le Bolle pontificie, pergamene e documenti preziosi conservati negli archivi. L’identità dei Renani traspare dal loro Abito religioso bianco, dalle Consuetudini, dalla Regola agostiniana e dalle Costituzioni. Significativo il motto dei Canonici impresso a chiare lettere nella sacrestia della chiesa S. Salvatore di Bologna: Sanctatis et Decor”.La domus canonica, l’architettura e la distribuzione degli spazi, le opere artistiche e il patrimonio delle bellezze racchiuse nei complessi Canonicali riflettono il carisma dei Canonici Regolari di vita comune. Numerosi i Papi, i Santi, gli abati e le personalità legate alla congregazione e anche gli studiosi, scrittori e artisti.

    I Canonici furono guide illuminate dei Monasteri femminili e delle Canonichesse regolari. Il Settecento è il secolo di un progressivo declino che culminerà nella soppressione dell’istituzione religiosa, con la conseguente confisca di quasi tutte le case.

    Nel 1823, dalla fusione delle due antiche congregazioni del SS. Salvatore e dei Lateranensi, nasce l’odierna Congregazione dei Canonici Regolari del SS. Salvatore Lateranense.

    Dal XIX secolo comincia la diffusione della vita canonicale lateranense in Europa e in terra di missione. 1959: la congregazione lateranense entra fa parte della congregazione dei canonici regolari di S. Agostino.

I Canonici Regolari Lateranensi

La gente comune, quando sente parlare dei Canonici Regolari Lateranensi, solitamente pensa a religiosi che vivono in S. Giovanni in Laterano. Effettivamente c’è stato un periodo della storia in cui, a più riprese, sono stati a servizio della Basilica di S. Giovanni in Laterano.

Occorre infatti risalire al XV secolo, quando i Canonici Regolari di Santa Maria di Frigionaia, culla della futura famiglia lateranense, furono chiamati dal Papa Eugenio IV, a prendere possesso di S. Giovanni in Laterano. Grazie ad una crescente fioritura, il Capitolo generale del 21 aprile 1439, accolse l’invito del Papa e mandò 30 Canonici per il servizio della Basilica lateranense.

Fu sempre il Papa Eugenio IV, nel 1446, a cambiare la denominazione di “Canonici Regolari di Frigionaia” in “Canonici Regolari Lateranensi”. Tuttavia, la loro permanenza a S. Giovanni in Laterano rimarrà fino al 1471, quando, ad opera di Sisto IV, verranno  definitivamente allontanati.

Il ‘500 fu un periodo aureo della Congregazione, alla quale si unirono molte case in Italia, tanto che alla fine del 1500 se ne potranno contare ben 55.  In esse vi è particolare attenzione allo studio, alla produzione di opere di spiritualità e alla predicazione. In questo tempo l’impronta contemplativa è forte, perché non è permesso ai Canonici il ministero parrocchiale.

Nel ‘700 si assiste ad un certo declino; molte case, sia per decreti pontifici, sia per la soppressione napoleonica, vengono chiuse. Agli inizi del XIX secolo rimane una sola casa: Santa Maria di Piedigrotta a Napoli.

La Congregazione dei Lateranensi così come si presenta oggi, risale invece ai primi decenni del  secolo XIX. Essa è il risultato della fusione di due Congregazioni canonicali sorte ambedue all’inizio del lontano 1400: la Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi e dei Canonici Regolari Renani.

Artefice dell’unione fu l’Abate renano don Vincenzo Garofali.
La celebrazione dell’evento avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823. La rinascita si deve all’abate Vincenzo Garofali, canonico renano, che nel 1823 riesce ad unire le due Congregazioni, quella Lateranense e quella Renana, nella Congregazione del Santissimo Salvatore Lateranense.

La celebrazione dell’unione avvenne nella Canonica di S. Pietro in Vincoli il 23 giugno 1823. Con l’unità d’Italia sorgono altre difficoltà che, verso la fine dell’800, portano alla chiusura di gran parte delle case italiane, dando però un’apertura verso nuovi orizzonti in Europa, a cominciare dalla Francia (Beauchene, nel 1873) per poi arrivare con comunità in Inghilterra, Spagna e Belgio.

A queste case si unisce nel 1859 la canonica di Cracovia.
La tensione missionaria porta, inoltre, i Canonici in Argentina, Brasile e Zaire. Attualmente la Congregazione è presente in Italia, Polonia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Brasile e Argentina.

In Italia i Canonici Regolari Lateranensi sono presenti in alcune case caratterizzate dalla vita in comune e dal servizio nelle parrocchie. Fra le sedi più importanti ricordiamo Verres in Val d’Aosta, Andora in Liguria, S. Floriano, Bologna, Gubbio, Roma e Napoli.

 

Storia del nome

 

“Canonici “. Nei secoli IV – XI si diffonde l’esperienza della vita comune tra i sacerdoti promossa, il più delle volte, dai Vescovi.

La parola latina “canonicus” designava un chierico che viveva secondo una regola ed era iscritto nell’elenco dei chierici di una chiesa particolare, con i quali condivideva il culto, il ministero e una certa qual forma di vita comune. Questo stile di vita è promosso il più delle volte dai Vescovi.

 “Regolari”. L’aggiunta “Regolari” è dell’XI secolo e precisamente a partire dal Sinodo Romano del 1059, allorché si introdussero norme più severe per la vita comune. Gli aderenti si chiamarono “Canonici Regolari”. È di questi tempi il sorgere delle grandi abbazie. In Europa se ne conteranno più di 2500.

 “Lateranensi”. La denominazione “Lateranensi” risale al 1446, quando Papa Eugenio IV, come riconoscimento del servizio prestato dai Canonici Regolari di Santa Maria di Frigionaia alla Basilica di S. Giovanni in Laterano, Madre di tutte le chiese, con decreto stabilì che da quella data essi si chiamassero non più di “ Frigionaria”, loro casa di origine, ma del “Laterano”, da cui Lateranensi.

Canonici Regolari Lateranensi

“Il vostro è un ordine molto antico puramente clericale, giacchè mette in relazione la vita religiosa, da condurre in comune, con il ministero liturgico e pastorale.”